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Il successo, sofferto ma importante, contro il Castelrigone porta dunque i granata a +7 dall’Arezzo e inaugura una minifuga dagli esiti ancora incerti ma dagli scenaristimolanti. I granata, come conseguenza dello “strappo” di domenica, sono sempre più padroni del proprio destino: occorrerà certo continuare a pedalare senza soste, ma chi insegue ha il grosso handicap psicologico di non poter più fallire un colpo e nel frattempo sperare negli inciampi altrui. La capolista, viceversa, dovrà pensare solo a se stessa evitando cadute di tensione ma anche la sindrome del “braccino” del tennista quando si tratterà di piazzare il match ball. Marco Masi, nel dopo-Castelrigone, ha insistito molto su questo aspetto ed è un segnale che ha una duplice valenza: in primis, nessuno intende ripetere la domenica sciagurata che seguì il blitz aretino, in più per la prima volta il mister ammette che tutto l’ambiente, ormai, pensa in grande e lotterà fino alla fine per mantenere la leadership. Il messaggio, neanche tanto criptato, è per chi paventava una caduta della capolista alla Dorando Pietri o la scarsa volontà della dirigenza di puntare in alto. “Non ci sono altri scenari – ha tagliato corto il tecnico – posso solo ribadire che io e tutti i giocatori faremo tutto il possibile perché questo sogno diventi realtà”. Una frase solo all’apparenza banale, che invece cambia (e molto) la rotta seguita fino ad oggi, basata su continui proclami all’umiltà e al vivere alla giornata. Il Pontedera insomma ha capito che non può più nascondersi e lancia, decisa, la corsa al titolo.Domani intanto si torna in campo e saranno con ogni probabilità cinque giorni quasi decisivi, perché se la capolista dovesse ottenere il massimo dalla doppia trasferta di Todi e Sansepolcroo semplicemente mantenere il vantaggio attuale un altro, importante tassello sulla via del successo sarebbe incastonato. La vigilia, sotto questo aspetto, pare rassicurante, perché i granata sembrano aver archiviato senza strascichi la vittoria con gli umbri e hanno preparato con grande concentrazione la gara di Todi, contro una squadra penultima in classifica e pericolosa proprio perché con i granata si gioca le ultime chances di lasciare la zona che scotta. Marco Masi, forse per la prima volta in campionato, dovrebbe poter contare sull’intera rosa, dal momento che non ci sono squalificati e l’infermeria è vuota. Quindi torna Calistri al centro della difesa e in avanti ballottaggio tra Arrighini e Cubillos a fare da spalla a Magnani. A meno che,e non è un’ipotesi pellegrina, il tecnico pisano non metta in campo una squadra avanti tutta con un offensivo 4-3-1-2 , con la coppia Arrighini-Magnani supportata dall’estro di Cubillos piazzato tra le linee. Una soluzione a dire il vero mai provata ma forse interessante, per arrembare il Todi fin dalle prime battute e possibilmente mettere in cassaforte il risultato senza attendere le ultime battute del match. Una prospettiva perfetta, considerando che domenica, appunto, si ritorna in campo e risparmiare qualche energia, malgrado la lunga sosta, può essere decisivo.

 

A cura di Francesco Borsò

 

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